Tre mesi fa ho deciso di costruire un sistema che scrivesse e pubblicasse articoli sul mio blog in modo automatico. Non avevo esperienza di programmazione, non sapevo cosa fosse un’API, e non avevo mai sentito parlare di n8n. Oggi ho un workflow che genera articoli con Claude (l’AI di Anthropic), li formatta in HTML pulito, e li pubblica direttamente su WordPress. Tutto senza che io debba toccare nulla.
Ti racconto come l’ho costruito passo per passo, quanto mi costa, cosa ha funzionato e cosa no. Non sono un programmatore: tutto quello che leggi qui l’ho imparato facendo, sbagliando, e ricominciando.
Premessa importante: questo sistema ha prodotto risultati misti. Ha pubblicato circa 78 articoli in automatico su due blog diversi, ma Google ne ha indicizzati meno della metà. Te lo dico subito perché molti articoli su “come automatizzare un blog con AI” ti raccontano solo i successi. Io ti racconto anche i fallimenti, perché sono quelli da cui si impara.
Cosa ho costruito: il quadro generale
Il sistema funziona così: un software chiamato n8n (si pronuncia “n-otto-n”) fa partire un workflow automatico ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 8 di mattina. Il workflow chiama l’API di Claude, l’intelligenza artificiale di Anthropic, chiedendogli di scrivere un articolo su un argomento specifico. Claude restituisce il testo in HTML, un nodo JavaScript lo pulisce e lo formatta, e un ultimo nodo lo pubblica direttamente su WordPress.
Il tutto gira sul mio PC di casa (Windows 11) in locale, senza server esterni. n8n è installato tramite un file batch che si avvia automaticamente all’accensione del PC ed è accessibile da localhost:5678.
Gli strumenti che uso (e quanto costano)
- n8n (gratuito, self-hosted): il cuore del sistema. È un tool di automazione open-source che collega servizi diversi tramite “nodi” visivi. Lo uso in versione self-hosted su Windows, quindi non pago nulla.
- Claude API (a consumo): l’intelligenza artificiale che scrive gli articoli. Si paga a token (le “parole” elaborate dall’AI). Per generare un articolo di 1200-1500 parole spendo circa 0,03-0,05 euro. In un mese con 12 articoli, il costo è sotto i 2 euro.
- WordPress (hosting Hostinger): il sito dove vengono pubblicati gli articoli. L’hosting lo pagavo già, non è un costo aggiuntivo.
- Make.com (gratuito, piano base): un secondo tool di automazione che prende gli articoli pubblicati e li condivide automaticamente su Facebook e LinkedIn.
In totale, il costo operativo del sistema è stato di meno di 10 euro in 3 mesi, praticamente solo le chiamate API di Claude. Tutto il resto è gratuito o già pagato.
Come funziona il workflow n8n (spiegato semplice)
Il workflow è composto da 3 nodi principali collegati in sequenza. Te li descrivo come li vedo io nell’interfaccia di n8n.
1. Schedule Trigger: il timer che fa partire tutto
Il primo nodo è un semplice timer. L’ho impostato per attivarsi lunedì, mercoledì e venerdì alle 8:00. Quando scatta, manda un segnale al nodo successivo. È come una sveglia: suona e dice “ehi, è ora di scrivere un articolo”.
2. HTTP Request (Claude API): il cervello che scrive
Il secondo nodo è una chiamata HTTP all’API di Anthropic. In pratica, manda un messaggio a Claude con dentro un prompt dettagliato: “Scrivi un articolo di 1200-1500 parole su [argomento], in italiano, in formato HTML, con titoli H2, paragrafi corti, lista puntata dei requisiti…”. Claude risponde con il testo dell’articolo già formattato.
Il prompt è la parte più importante di tutto il sistema. Ho dovuto riscriverlo diverse volte perché le prime versioni producevano articoli troppo generici, con frasi tipiche da AI che Google penalizza. Oggi il prompt include regole specifiche: niente statistiche inventate, niente frasi come “una vera rivoluzione”, niente dati non verificabili.
3. Code in JavaScript + HTTP Request (WordPress): la pubblicazione
Il terzo passaggio è diviso in due nodi. Prima un nodo JavaScript estrae il titolo H1 dall’HTML generato da Claude e pulisce eventuali artefatti di formattazione (backtick, tag markdown residui). Poi un nodo HTTP Request manda l’articolo pulito all’API di WordPress tramite Application Password, che lo pubblica come post.
I risultati reali: cosa ha funzionato e cosa no
Ecco la parte che nessuno racconta. I numeri veri, senza trucchi.
Cosa ha funzionato:
- Ho pubblicato circa 78 articoli in 3 mesi su due blog diversi, senza scriverne nemmeno uno a mano
- Il sistema non si è mai bloccato da solo (a parte quando spegnevo il PC per errore)
- Il costo totale è stato irrisorio: meno di 10 euro in 3 mesi di API Claude
- Ho imparato a usare n8n, API, WordPress REST, JavaScript base: competenze che prima non avevo
Cosa non ha funzionato:
- Google ha indicizzato solo il 27% degli articoli generati (18 su 66 nel primo blog). Il motivo: molti articoli contenevano dati inventati dall’AI (prodotti inesistenti, statistiche false)
- Il workflow generava articoli duplicati sullo stesso argomento senza accorgersene, causando “keyword cannibalization” (articoli che si fanno concorrenza tra loro su Google)
- Google AdSense ha rifiutato il primo blog per “contenuti di scarso valore”
- Gli anni nei titoli erano incoerenti: alcuni articoli dicevano “2024” mentre eravamo nel 2026, perché Claude a volte “allucina” sulle date
Errori che ho fatto (e che tu puoi evitare)
Errore 1: non controllare quello che l’AI scriveva. Per mesi ho lasciato che il workflow pubblicasse in automatico senza rileggere gli articoli. Risultato: articoli con nomi di prodotti che non esistono, numeri di fantasia, e frasi che gridano “scritto da un robot”. Se potessi tornare indietro, avrei riletto ogni articolo prima di pubblicarlo. Almeno i primi 10.
Errore 2: pubblicare troppo, troppo in fretta. 3 articoli a settimana sembravano un buon ritmo. In realtà stavano riempiendo il sito di contenuti mediocri. Meglio 1 articolo a settimana fatto bene che 3 articoli a settimana fatti male.
Errore 3: non avere un sistema anti-duplicati. Il workflow non sapeva cosa aveva già pubblicato. Risultato: 4 articoli diversi sullo stesso argomento (“migliori tool AI per scrivere”) che si facevano concorrenza tra loro su Google. Oggi sto lavorando per aggiungere un controllo che verifica il database WordPress prima di generare un nuovo articolo.
Cosa farei diversamente se ripartissi da zero
Se dovessi ricostruire questo sistema oggi, cambierei tre cose.
Prima: scriverei un prompt molto più rigido per Claude, con una lista esplicita di cose che non può fare (inventare dati, usare certe frasi, confondere gli anni). Il prompt è il 90% della qualità dell’articolo finale.
Seconda: pubblicherei 1 articolo a settimana invece di 3, e rileggerei ogni articolo prima di pubblicarlo. L’automazione totale (scrivi e pubblica senza controllo umano) è una trappola.
Terza: partirei da argomenti che conosco davvero, non da liste generiche tipo “i migliori X del 2026”. Google premia l’esperienza diretta. Se non hai mai toccato un prodotto, non scriverne la recensione.
Conclusione: vale la pena automatizzare un blog con AI?
Sì, ma non come l’ho fatto io all’inizio. L’automazione è uno strumento potente se la usi come assistente, non come sostituto. Claude può scriverti una bozza eccellente in 30 secondi, ma quella bozza ha bisogno dei tuoi occhi, della tua esperienza, e della tua onestà prima di diventare un articolo pubblicabile.
Il setup tecnico (n8n + Claude API + WordPress) funziona bene ed è accessibile anche a chi non sa programmare. Io l’ho costruito da zero senza background tecnico. Il problema non è mai stato la tecnologia: il problema è stato pensare che la tecnologia potesse sostituire il giudizio umano.
Se vuoi provare a costruire un sistema simile, nei prossimi articoli pubblicherò una guida passo-passo su come configurare n8n su Windows, come ottenere le API key di Claude, e come collegare tutto a WordPress. Se ti interessa, torna a leggermi.